il primo passo

26 giugno, 2007

La prima cosa che ho sentito il bisogno di scrivere è questa: ho chiarito i mie obbiettivi e motivazioni e penso non sia male come introduzione al discorso successivo…..comunque può sempre essere rivista e limata.

PREFAZIONE
Al primo anno di questo corso, alla richiesta di mettere per iscritto la mio opinione sul digitale, scrissi questo testoDopo un anno di un corso di progettazione multimediale dover definire il mio rapporto col digitale, se ne esiste uno, mi risulta un compito piuttosto difficile. Ho un’idea dello studente tipo di un corso del genere (patito della rete, girovago del web) a cui non mi sembra di assomigliare granchè. Ma forse mi sbaglio e non è questo quello che ci si aspetta da noi (o forse ho ragione ed è ora di cambiare scuola….mah). Se devo essere sincera riesco a vivere lo stesso anche se non posso collegarmi per qualche giorno e uso Internet soprattutto quando mi serve qualcosa, con un obbiettivo preciso. Non sono una nomade del web per passione, non mi piace particolarmente girare a vuoto, senza meta e mi innervosiscono i link che mandano a pagine piene di altri link. E’ che spesso quando mi serve qualcosa mi serve anche in tempi brevi mentre in effetti ho sperimentato che con del tempo a disposizione e nient’altro da fare si comincia ad apprezzare anche il girovagare (specialmente ora che ho dei punti di riferimento da cui poter iniziare la navigazione, cosa che prima non avevo). Cerco di vedere questo corso come una possibilità di considerare tutto il mondo del digitale sotto una nuova luce e con l’idea che, anche se all’inizio ero molto lontana dallo “studente tipo”, sono in tempo per migliorare.
A distanza di due anni, alla fine di un corso di studi di tre anni sotto il nome di Progettazione Multimediale mi accingo ad una tesi su un argomento che non mi appartiene del tutto, alla quale sono arrivata più per la necessità di scegliere un tema e la totale mancanza di idee o piuttosto di un campo d’indagine che sentissi veramente mio. In tre anni ho sperimentato un po’ di tutto, mi si sono aperti orizzonti che nemmeno sospettavo quando dipingevo ad acrilico o a tempera all’Istituto d’Arte. Purtroppo tra tutte queste esperienze non sono riuscita a capire quale sarà il mio specifico nel futuro, cos’è che voglio davvero fare.
Probabilmente non sarà legato al mondo del digitale nel suo senso più autentico, come è trattato nel tema di questa tesi, ma vorrei che questo momento finale fosse una valutazione di tutto quello che ho avuto modo di conoscere in questi tre anni e soprattutto che mi permettesse di conferire uno spessore critico e culturale ad un corso che altrimenti potrebbe rischiare di ridursi all’apprendimento di una serie di software grafici. Dunque entrare nel merito di ciò che è davvero l’arte all’incontro con le nuove tecnologie per avere una consapevolezza reale e profonda di ciò con cui si ha a che fare uscendo dall’approccio comune e superficiale. Infatti, finché il digitale viene usato solo come strumento che emula gli strumenti tradizionali, ciò che con esso viene prodotto non è poi molto diverso dalle opere realizzate con le tecniche tradizionali. La vera sperimentazione artistica nel campo del digitale è quella che oltrepassa questo aspetto e si addentra nella natura profonda del mezzo tecnologico, nel suo specifico numerico. Dunque produzione artistica fatta partendo dal codice. In questa prima parte viene presentata una panoramica di alcuni esempi di questo tipo di produzione.