introduzione (da finire)

24 luglio, 2007

INTRODUZIONE GENERALE
I concetti più frequenti che si trovano scorrendo le numerose definizioni di arte generativa sono:
– l’idea di un’opera che è simile ad un organismo vitale, che cresce seguendo un meccanismo di evoluzione. Infatti, una volta definite le regole di base, l’artista guarda crescere la sua opera secondo le influenze della tecnologia in cui è stata creata e le circostanze
– l’imprevedibilità del risultato finale che non si ripete mai uguale a se stesso
– il concentrarsi sul processo piuttosto che sull’opera finita
– la collaborazione di uomo e macchina,
– la creazione di un sistema che può generare diversi risultati, prevedendo o meno l’intervento di un utente.
In particolare sull’aspetto dei sistemi si sofferma un artista e teorico dell’arte generativa, Philip Galanter; sua è la definizione più ripresa e usata di arte generativa: Per arte generativa si intende ogni pratica artistica in cui l’artista usi un sistema, come le regole del linguaggio naturale, un programma informatico, una macchina o qualsiasi altra invenzione procedurale, attivato secondo un certo grado di autonomia che contribuisce a – o produce – un’opera d’arte finita.
Questa definizione non associa l’arte generativa a nessuna tecnologia in particolare, tanto meno a quella informatica. Infatti Galanter sostiene che l’arte generativa è una tecnica, un modo di procedere, dunque non è legata a nessun specifico tema o ideologia; essa nasce addirittura assieme all’arte stessa. Lui infatti individua l’elemento caratteristico di quest’arte nel sistema che l’artista definisce e a cui cede un parziale o totale controllo. I sistemi vanno da un estremo ordine ad un estremo disordine (casualità); in entrambi questi punti estremi siamo di fronte a dei sistemi semplici; a metà strada, invece, dove ordine e disordine si mescolano, troviamo i sistemi complessi. Le prime forme di arte generativa usano sistemi semplici e ad alto ordine; si parla degli artefatti prodotti dall’uomo più o meno in ogni epoca, in cui troviamo l’applicazione della simmetria. Questi stessi sistemi li ritroviamo applicati anche nell’arte del XX secolo da artisti come Escher, Lewitt, Judd… così come vi troviamo sistemi semplici, ma ad alto disordine. Un esempio di questi ultimi è l’uso dell’elemento casuale come vediamo nei dadaisti, ecc. Oggi invece l’arte generativa lavora soprattutto con sistemi complessi che combinano ordine e disordine: algoritmi genetici, frattali, vita artificiale. Sistemi adattativi, che si organizzano in maniera autonoma, senza un coordinamento centrale e si adattano ai cambiamenti e alle circostanze. Secondo questa visione, dunque l’ambito della tecnica generativa è estremamente ampio e vario e, in quanto modalità di procedere, si estende anche ad altri campi oltre all’arte, come musica, architettura, design. Restando comunque nell’ambito dell’arte, questa nuova tecnica solleva numerose questioni, tra cui: l’opera d’arte è il processo o il prodotto? chi è l’autore, chi scrive il codice, chi esegue il programma o, nel caso sia prevista l’interazione, l’utente?


1 AAVV; Generative art definitions. Una serie di definizioni di arte generativa raccolte da Bogdan Soban.

http://www.soban-art.com/definitions.asp.

2“Generative art refers to any art practice where the artist uses a system, such as a set of natural language rules, a computer program, a machine, or other procedural invention, which is set into motion with some degree of autonomycontributing to or resulting in a completed work of art.”Philip Galanter; What is Generative Art? Complexity Theory as a Context for Art Theory, 2003.http://www.philipgalanter.com/downloads/ga2003_paper.pdf 

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